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Una volta ero omosessuale e di sinistra…

21 July 2010 | 6 Commenti | Postato in Cronaca vera/nera, Uomini & Donne

…ora sono sposato con Lisa e voto Buttiglione.

In meno di un decennio la vita di Luca è cambiata radicalmente. Negli anni Novanta, Di Tolve era ricco, di sinistra, la sera si divertiva, andava alle feste di Versace, era ospite a bordo dello yacht di Puff Daddy, viveva nel centro di Milano e girava con l’autista. Oggi vive in Brianza, è di destra, prega molto e ha fondato la onlus Lot “per spronare i ragazzi dubbiosi a essere maschi fino in fondo”.

Cazzo, quelli di Libero hanno fatto vacillare la mia eterosessualità.

Offese

2 March 2005 | 14 Commenti | Postato in Cose mie, Uomini & Donne

Le donne non sanno usare le parole giuste per offendere. Gli uomini sono orgogliosi nel sapersi stronzi e bastardi. Una donna cerca di offenderti e invece ti fa un complimento. Sei un bastardo, sei uno stronzo… Oh, grazie cara, continua…
Un uomo se offende offende: sei una troia! Punto. Voglio vedere chi è che si sente lusingata.

Guida alla guida [per donne]

26 June 2004 | 1 Commento | Postato in Cose mie, Uomini & Donne

Durante le mie giornate trascorse nel traffico, argomento del quale avevo già parlato ampiamente, ho formulato delle ulteriori considerazioni senza dubbio impopolari. Ovvio che alcune cose le faccio anch’io (come sottolineano quelli con il cazzo piccolo, che mandano mail per ricordarmelo), ma quando scrivo non sono più io stesso in quanto tale, ma un io narrante super partes (sono anche un super partner, ma questa è un’altra storia), e in quanto io narrante super partes scrivo un po’ quel cazzo che mi pare…
Ho quindi stilato una piccola guida alla guida per donne, alla quale farà seguito quella per uomini che adesso non avevo voglia di scrivere, ma che ho già abbozzato.

Dare la precedenza significa aspettare che passino le auto già all’intero di una rotonda o nelle immediate vicinanze dell’incrocio. Aspettare anche quelli che stanno ancora chiudendo il garage è senza dubbio un gesto di grande cortesia e altruismo, ma fa girare i coglioni a quelli che vi stanno dietro.
Diciamo che immettersi nel traffico entro l’ora, ora e mezza, è un’ottima cosa.

Dare la precendenza in una strada nel mezzo del deserto, con visibilità di 130.000 km in tutte le direzioni, significa rallentare (anche molto, per carità), dare un’occhiata di verifica e immettersi. Non è necessario inchiodare, guardare a destra e sinistra con un binocolo per controllare che non ci siano auto a 100 km, rifarsi il trucco, sistemarsi i capelli, fare un paio di telefonate alle amiche del cuore e poi ripartire.

I limiti di velocità non vanno superati, questo è sacrosanto. Ma possono essere raggiunti, la legge lo prevede. Raggiungeteli!

Certo che potete guardare le vetrine, è un vostro diritto ben preciso. Prima, però, trovatevi un parcheggio, metteteci la macchina dentro, spegnetela e scendete.

Non è che la marcia si usa in base alla taglia del reggiseno. Potete metterle tutte, fino alla quinta.

Se un parcheggio in retro non vi esce alla prima manovra, ripetere all’infinito questa stessa manovra non vi sarà d’aiuto. E’ invece consigliato provare delle varianti, anche minime.

Se avete intenzione di comprare una jeep lunga quattro metri, sedetevi comode in poltrona e aspettate che questa voglia vi passi.

Tenendo il volto quasi appiccicato al parabrezza avrete senza dubbio una vista d’insieme migliore, ma c’è il rischio che vi si stampi sul medesimo, quando il tizio che avete dietro vi sarà entrato nel baule, dopo una frenata all’improvviso per via della vostra prudenza.

Il cruscotto non è l’alternativa al mobiletto del bagno e lo specchietto retrovisore serve per guardare le macchine che arrivano da dietro. Darsi la cipria, mettersi il rossetto, pettinarsi eccetera sono cose che avete fatto cinque minuti prima di salire in macchina, per almeno un’ora. Per quale motivo sentite il bisogno di ricominciare da capo mentre state guidando?

Se una strada ha due o tre corsie, quelle libere a sinistra sono per chi va più forte, non per farvi stare comode mentre parlate al cellulare.

(continua…)

Serenamente

23 February 2004 | No Comments | Postato in Uomini & Donne, Varie ed eventuali

serenamente.jpg

L’immagine è stata presa dal libro “La Napoli di Bellavista”, di Luciano De Crescenzo.
(Arnoldo Mondadori Editore – III ed. dicembre 1979)

Ne vuoi metà del mio?

6 November 2003 | 1 Commento | Postato in Cose mie, Uomini & Donne

per una completa comprensione di questo testo, sarebbe opportuno aver letto (o leggere subito) il pezzo intitolato ne assaggio un po’ del tuo.

Non vorrei si pensasse che ne faccio una questione di egoismo, con questa storia del “Ne assaggio un po’ del tuo”.
No, assolutamente, non lo penso affatto. Le donne non fanno volare le posate nei nostri piatti per un loro innato e spietato egoismo. No, no e poi ancora no. Lo fanno e basta, è una loro necessità, è scritto a caratteri cubitali nel loro DNA.
E a prova della totale assenza di egoismo c’è un’altra pratica, che sta all’esatto opposto. La pratica del “Ne vuoi metà del mio?”.
Bevi mezza cocacola con me? Mangi metà della fetta di torta che voglio prendere?

Loro devono mangiare le cose a metà. Poco importa se è la metà che ti stanno per rubare dal piatto o quella che vogliono importi: basta che sia la metà.

Solito ristorante, soliti attori: una coppia. Lui dice, appoggiando per bene la schiena alla sedia e rilassandosi compiaciuto della cena: “Ah, adesso mi prendo una bella fetta di torta sacher!”
La risposta può essere una delle seguenti:

Risposta A:
Lei dice: “Ottimo, e io invece mi prendo un bunet torinese”.
Probabilità: 10% (anche meno)

Risposta B:

Lei dice: “No, prendiamola insieme, dai, io non ce la faccio a mangiarne una intera”.
Probabilità: 35%

Risposta C:
Lei dice: “No, dai, mangia metà del bunet torinese che prendo io, da sola non ce la faccio a finirlo”.
Probabilità: 55%

Alla fine, non solo ti mangi una metà, ma della cosa che non nemmeno avresti preso, rinunciando alla tua.
E’ una situazione che va avanti da anni. Gli uomini restano silenti e accettano tutto questo in nome della necessità di accoppiamento, ma sarebbe opportuno intervenire. Come? La mia idea è semplice: sfruttando una ormai consolidata e vincente invenzione, quella dei menu. Siamo nell’era dei menu preimpostati e creati ad hoc. McDonald, poi l’Autogrill, poi i ristoranti, i bar, la pizzeria sotto casa e le pizzerie da asporto. Oggi non devi più passare lunghi e angoscianti minuti a scegliere: qualcuno lo ha già fatto per te e ti serve il tutto a prezzo conveniente.
E in questa esplosione di menu, nessun locale che si rispetti si è dimenticato il “menu bimbi”. McDonald ce l’ha, Burger King ce l’ha, l’Ikea ce l’ha (biologico, evidenziano, mentre per quello adulti non lo segnalano; probabilmente quello per adulti è così: ti danno una scatola e tu te lo monti).
Perché, quindi, non fare un “menu donna”, con tutte le porzioni a metà? Mezza pizza, mezzo cartoccio di patatine fritte, mezza coca, mezza torta… Non male come idea, vero? Farebbe mangiare gli uomini più rilassati, darebbe la giusta e necessaria armonia ad un pasto. Anche le ore che seguiranno saranno più felici, e una eventuale performance erotica nel prosieguo ne trarrà sicuro beneficio (anche perché, a quanto pare, è una di quelle cose che le donne non vogliono “a metà”…)