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Le caprette mi fanno ciao

13 February 2013 | 9 Commenti | Postato in Cose mie

Questo non è un post, ma solo un saluto per dirvi che ci sono ancora. Passavo di qua e mi sono accorto che in effetti non mi affaccio da parecchio.

Pare incredibile, ma cinico.net è sull’online da quasi dodici anni. A ferragosto in punto. Lo scrivo adesso perché poi a ferragosto sarò impegnato nei festeggiamenti. Ci sarà una mega festa in un locale in di Milano, con free drinks e ragazze disinibite pronte ad offrirsi sessualmente per una comparsata a Un posto al sole.

Quindi ho deciso che magari devo rispolverare questo sitarello tutto simpatia e frizzi e lazzi, che ha avuto i suoi alti e bassi e anche il pagerank sotto al 3 che per alcuni mesi mi ha privato del piacere di ricevere mail tipo: “Salve, abbiamo visitato il suo sito e visti i contenuti le proponiamo uno scambio link con il nostro che si occupa di ferri da stiro, sicuri che gioverà a entrambi”.

Ringrazio come sempre quelli che mi scrivono per sapere se sto bene, se sono vivo, se mi serve un bonifico. Grazie ragazzi/e, vi voglio bene a tutti, persino a quella che m’ha scritto nei commenti che sono un WebMasterCinicoDellaMinchia e che ormai vecchio e rincoglionito non ho capito se era all’insegna della goliardia o se le sto sul culo. Bé, ti voglio bene anche a te, ti mando un bacino sulle gote per via del fatto che sono fidanzato. Se un giorno dovessi diventare single farò un trova&sostituisci cambiando tutti i “sulle gote” con “sulla patata”.

Si è verificata la condizione per la quale ho traslocato nuovamente e ora vivo in un posto ancora più bellissimo anche se purtroppo sono sempre povero. Vivo in mezzo ai boschi, circondato dai colli innevati e senza troppe persone che mi abitano attorno. Alla lunga mi annoia tutto; nulla che mi interessi. Indi ho infine deciso di vivere in mezzo al nulla, così il problema è scongiurato. Non faccio un cazzo come mio solito, mi sveglio all’una e passo l’ora seguente ad accendere la stufa a legna, questa meravigliosa invenzione che mi avvicina alle mie origini contadine e alla natura e mi permette di risparmiare soldi in riscaldamento.

Mi metto lì con i legnetti per fare una base da incendiare, magari con qualche pigna, poi un quadratino di diavolina ecologica acceso, poi si mettono sopra alcuni pezzi di legna più grande, poi i ciocchi più grandi soffocano il fuoco, poi allora butto dentro un po’ di carta per ravvivarlo, poi la carta si consuma e rimane solo del gran fumo che mi intossica, inizia a spargersi per mezza casa, butto dentro altri quadratini di diavolina e legnetti e pigne e devo spostare un po’ i tronchi grandi che non si sono accesi ma sono un po’ rossi e scottano le dita e apri l’aria e chiudi l’aria e fa troppo fuoco e fa poco fuoco e butta dentro altri due legnetti accendifuoco e vaffanculo. Basta un mozzicone spento male per dare fuoco a un bosco, ma ci vogliono trecento bastoncini del cazzo per far partire la stufa.

Poi appena ho le mani nere di fuliggine mi prude un orecchio, o il naso. Non so voi, ma io se mi sporco le mani di qualcosa dopo un secondo mi prudono il naso e le orecchie e persino il buco del culo. Non mi gratto il naso per giorni, anzi a pensarci non mi prude mai il naso, eccetto se ho in mano un panino che mi fa grondare il ketchup sulla dita o se ho appena cambiato una ruota alla macchina.

Ora condivido le giornate con l’amore e con i boschi, con le colline e con la stramaledetta neve. Le mie sporadiche uscite sociali riguardano il buttare l’immondizia nei cassonetti differenziati e qualche capatina in pizzeria a farmi rifilare della coca media piccola. Io non lo so se capita solo a me, se è così mi scuso, però a me succede che la coca media me la danno sempre più piccola. Cioé vado a farmi una pizza, ordino la suddetta pizza e una coca, e il cameriere mi dice: “Media?”. E io: “Ok, media”. E arriva un bicchiere che la misura appena inferiore è quello da grappa.

Poi mi capita anche un’altra cosa che mi fa veramente incazzare. Che se prendo una pizza con un ingrediente extra me lo fanno pagare. Molti lo scrivono anche nel menu. Per esempio: ingredienti extra + 1€. E’ giusto. Sacrosanto. Però non mi succede mai che se prendo un ingrediente in meno me lo scontano.

Riguardo all’altra mia uscita sociale, i cassonetti dell’immondizia, vorrei far notare che mi hanno veramente rotto i coglioni. Se vado a buttare un grosso sacco nero pieno di immondizia e pesto sul pedale del cassonetto, si apre una fessura. Io schiaccio con tutte le forze che quasi conficco il pedale nel terreno, e il cassonetto apre un merdoso spirarglio e devo lordarmi una mano per alzare il coperchio e farci passare il sacco nero, che a volte si rompe pure ed è un mezzo dramma consumato tra i rifiuti. Se devo buttare un sacchettino che basterebbe la fessura di una cassetta delle lettere, appena appoggio il piede sul pedale il coperchio si spalanca e gira su se stesso e mi devo lordare una mano per richiuderlo.

E vorrei dire agli stronzi che hanno inventato le “campane” per buttarci il vetro con i buchi rotondi: ma quindi solo le bottiglie e i barattoli? Cioé se ho una pirofila di vetro la devo rompere a martellate e buttare dentro i cocci? Ma allargate sti cazzo di buchi.

Niente, volevo solo farvi un salutino e sono andato fuori tema come mio solito. Quindi torno a fare quel che stavo facendo e vi faccio sto salutino e ci si vede prestissimo, ché mi sono rimesso a scrivere almeno dieci post ricchi della mia verve ma non ne ho finito neanche uno. Però li finisco, promesso.

 

Sulle strade

9 June 2011 | 15 Commenti | Postato in Cose mie

Mi spiace sbattervelo in faccia senza pudore, ma sono veramente felice. Sano come un pesce e con i soldi che mi escono dal culo. L’altro giorno passeggiavo in un bosco e sono inciampato in qualcosa di metallico. Incuriosito, ho estratto l’oggetto dal terreno e ho iniziato a levare la terra per vedere di cosa si trattava. Una vecchia lampada ad olio. Frega e frega, ci crediate o no, è sbucato fuori un genio. Mi dice: “Hai tre desideri, qual è il primo?”. “Mmh… voglio altri centomila desideri!”.
C’è rimasto di merda. Cosa si credono i geni, che siamo tutti coglioni?

E insomma, ora ho tutto quel che voglio. Io non sono come quei meschini che appena hanno soldi e successo piantano la compagna, o la moglie o quel che è e si mettono con la prima cretina che ha compiuto diciott’anni il minuto prima. Io e la mia compagna ne abbiamo passate veramente tante insieme e sono felice di condividere la mia nuova esistenza con lei. Certo, ora ha solo voglia di scopare e mi suggerisce di spargere calzini e magliette per casa, ma il fatto è che il genio ti legge anche nel pensiero…
Quindi state attenti quando suonate il clacson appena il semaforo diventa verde: potrei esserci davanti io. Nella migliore delle ipotesi vi si bucheranno le gomme, nella peggiore vi troverete con un pene asinino tra i glutei.

A proposito di macchine, sono appena rientrato da Pescara. Ci sono andato in autostrada, dove ho potuto constatare l’esistenza del famoso milione di posti di lavoro. Ormai tutti sanno che non amo Berlusconi, ma l’onestà viene prima di tutto (nella mia classifica intendo; in quella di Berlusconi credo venga dopo il decoupage). Il milione di posti di lavoro è una realtà concreta e sono stati tutti impiegati a fare lavori in corso sulle autostrade.

Perché uno dice: prendo l’autostrada che faccio prima.
Un cazzo.
Fai la coda, la strada fa schifo e ad ogni chilometro c’è un lavoro in corso. Stiamo lavorando per voi. Se vieni ad appendermi le tende a casa stai lavorando per me, se no mi sei solo in mezzo alle balle, tu e i tuoi cartelli stradali del cazzo. Fanno sempre e solo le solite due cose: o costruiscono la terza corsia, o mettono una toppa di asfalto su un buco. La terza corsia è il cartello più gettonato. E’ da quando ho cinque anni che mi passano davanti al finestrino questi annunci: “Stiamo ultimando la terza corsia”. Un giorno, prima o poi, l’uomo del futuro sentirà a reti unificate questa affermazione: “Abbiamo trovato la cura definitiva per il cancro!”. Ma credo che nessuno leggerà mai un cartello che dice: “Abbiamo finito tutte le fottute terze corsie!”.
La toppa di asfalto consiste invece nel chiudere una corsia quindici chilometri prima del buco, rimpire questi quindici chilometri di macchine, ruspe, camion, betoniere, personale, tizi con palette rosse e verdi e coprire il buco con alcune manciate di asfalto. Finito il lavoro, si sbaracca tutto e si va via. Passano cinquanta macchine sull’asfalto fresco della buca e se lo appiccicano sotto le ruote, finché dopo sei o sette giorni ritorna la buca e potete rileggere le due righe sopra perché tutto ricomincia.
Sono tornato di sabato sera. Mi sono detto con l’autostrada mi evito il casino in Riviera, tutti sti drogati che vanno a Rimini a ballare. Invece lavori in corso fino al migliore di tutti: uscita obbligatoria a Pesaro e rientro a Cattolica. Così ho preso l’autostrada, ho pagato quasi trenta euro e mi sono fatto anche la cazzo di Riviera Romagnola.

Poi ci sono questi cartelli assurdi. Guidare ubriaco può ucciderti, fai guidare un tuo amico! Non so se a voi della Società Autostrade vi è mai successo di essere al volante ubriachi fradici e avere nella macchina degli amici sobri che giocano a ripassare le domande del Trivial Pursuit. Per salire sulla macchina guidata da uno che non si regge in piedi devi essere più ubriaco di lui. Anche se in effetti, ora che ci penso, una volta è capitato che eravamo io, due chierici, un pompiere e un infiermiere. In car sharing. Loro erano stati al Festival dell’Altruismo, io alla degustazione di tutti i vini dell’Oltrepò Pavese. Mentre stavo vomitando e contemporaneamente urlando nel cellulare “Scotty, riportaci a bordo”, gli altri quattro compagni di viaggio proponevano all’unisono: “Guida tu per favore, noi siamo troppo sobri per fare tutta quella strada. Di notte poi”.

La stanchezza può ucciderti, fai una sosta. Ti fermi in un’area di sosta e dopo cinque minuti che hai chiuso gli occhi te li fanno riaprire una luce bianca sparata in faccia, una luce blu intermittente che si riflette nella notte e le forze dell’ordine che vogliono sapere chi sei, cosa fai, se stai bene, se ti sei drogato, se per favore gli dai patente e libretto e fai dar loro un’occhiata nel baule. La cosa del baule è meravigliosa. Probabilmente la statistica ha stabilito che quelli che trasportano armi, droga o un cadavere nel baule tendono a farsi una dormita nelle aree di sosta. Dio, sto guidando con un cadavere nel baule porco cazzo, non vedo l’ora di essermene sbarazzato. Ehi, un’area di sosta, vado a farmi una dormita!

Vai all’autogrill e sono tutti lì. Tu puoi aver guidato nel deserto, ma l’autogrill è pieno. A parte che bastano comunque sei persone per occupare tutto il bancone, a prescindere dalla sua dimensione.
Sono lunghi un chilometro e iniziano con la cassa e arrivano all’espositore dei CD passando per quelle zuccheriere grosse come acquasantiere e cinque o sei portatovaglioli e l’espositore di brioches secche (che non so a che ora devi andare per vederle fragranti) e resta lo spazio per due persone, che bevi il caffè con il gomito di qualcuno piantato nel costato per tutta la durata dell’operazione.
Se ti devi pulire la bocca non prendere quei tovaglioli da bar che sono l’invenzione più stronza dopo i tappi per le lattine, che tutti quando li vedono la prima volta dicono: “Geniale cazzo, tappi di plastica per lattine, così non mi si sgasa la cocacola quando la metto in frigo”. Li compri e li usi due volte nella vita perché in una lattina ci sono 33 cazzo di centilitri e o la finisci o ne avanzi un paio e li rovesci direttamente nel lavandino. Ma questi tovaglioli da bar non sfigurano nella bacheca delle stronzate ipergalattiche. Piccoli e fatti di una carta oleosa che te li passi sulle mani e ce le hai più lerce di prima. Se devi fare la miccia per una molotov probabilmente vanno bene, ma se devi toglierti le briciole dalla bocca e meglio se lasci perdere.

Pubblicità progresso: domenica c’è il referendum. Andate e votate 4 sì e da lunedì le ragazze si leveranno l’immagine dei 4 sì dal profilo di Facebook e rimetteranno la foto in bikini.

Unfinished Tales

Sono appena rientrato dal CinicoCamp, ovvero dal raduno dei fan di cinico.net, ovvero ero in cucina a mangiare qualcosa con la mia fidanzata.
Passo sempre meno da queste parti. Non è per mancanza di tempo, di quello ne ho in abbondanza, solo che lo uso per fare altro, per esempio traslocare.

Dal 2003 a oggi ho abitato in una casa nel pavese, poi in un appartamento a Milano, poi in Brianza, poi di nuovo nel pavese, poi ancora nel pavese ma in un altro posto e infine sui colli bolognesi, ma sto cercando casa altrove. Quando vado a trovare mia madre nel mio paese d’origine saluto alcuni nomadi che abitano lì da ventotto anni.

Qui sui colli mi trovo veramente bene, ma davvero. E Bologna, se levi il piscio da sotto i portici e i semafori rossi che durano quaranta minuti (credo sia definita “la rossa” per questo motivo; comunismo una beata fava), è la città più bella d’Italia. Mi sono sempre lamentato di tutto, ma degli emiliani non mi posso proprio lamentare. E nemmeno dei romagnoli ovviamente. A parte il benzinaio del posto dove abito, gli altri sono tutti ok. Il benzinaio no, quello è veramente una testa di cazzo.

Purtroppo essere vegani in Emilia è un discreto problema. Qui il piatto più vegano è il tagliere del cacciatore che incula i cinghiali. Ma ci si arrangia e i ristoratori di solito ti vengono incontro.

Sì, sono vegano, ma non lo dico a nessuno e non cerco di convincere nessuno ad esserlo. Il motivo è semplice: i vegani sono quasi tutti antipatici e ho bisogno di gente simpatica con cui parlare ogni tanto. Questa frase farà incazzare i miei amici vegani. Ancora di più quelli che non sono miei amici. Che vi devo dire, è la verità. Sono stato al Vegan Fest. Lì al Fest, per fare un esempio, un tale presenta un libro e dice, riassumendo, che bisogna essere felici, che la vita è bella. E una signora dalla prima fila, lagnosa: “Ma come si fa ad essere felici sapendo che tanti animali nel mondo soffrono?”. Beh… uhm… ha provato con un pene eretto?

Ero lì a dare una mano nella bancarella del PeTA. Io se c’è da fare figure di merda non mi tiro mai indietro. “Lo sapete che il PeTA chiede ai propri testimonial di essere almeno vegetariani?”, “Ah sì, davvero?”, “Certo signora, è una questione di principio”. Dieci giorni dopo prendono come testimonial Elisabetta Canalis, una che pensa che il vegetarianesimo sia una malattia. “Sono vegetariano”, “Poverino, e non si può fare nulla?”.
Insomma, ero lì che cercavo siti porno su Google e mi trovo di fronte a questo titolo: Elisabetta Canalis nuda: che regalo per Clooney (che compie 50 anni)!
Se si è fatta vedere nuda per i cinquant’anni ci sono buone probabilità che gliela dia per i sessanta.

In realtà non è vero quello che ho scritto sui vegani. Sono quasi tutti simpaticissimi. Ma devo mantenere la mia fama di stronzo, perché alle donne piace così. A sentirle parrebbe il contrario, ma appena fai il sensibile smetti di scopare e diventi il loro amico gay.

Dicevamo?
Ah, sì, il nucleare come unica fonte di energia possibile in questo mondo dove lo sai anche tu, tutti vorremmo i pannelli solari, ma purtroppo ormai dobbiamo accendere contemporaneamente la lavatrice e l’xbox e il sole non basta, che ci vuoi fare, servono una ventina di centrali nucleari.
E’ vero, non stavamo parlando di quello, ma non trovavo niente per allacciarmi a quest’altro discorso e ho fatto il furbo.
Capisco che essere contrari al nucleare mentre in questo momento una centrale sta fondendo e gli unici che se ne stanno occupando sono due robot della Nintendo è troppo facile, quindi tendenzialmente evito di parlarne. Preferisco i terreni impervi.
Ma ricevo delle mail. Da quando ho smesso di scrivere sul sito le mail sono diminuite esponenzialmente. Dieci anni fa (dieci anni fa, cazzo) ricevevo paccate di mail, molte delle quali di ragazze disponibili a testarmi sessualmente. Quelle sono state le prime a svanire. Sono rimasti in pochi e quasi tutta gente che mi commenta le più o meno recenti esternazioni contro il nucleare. La frase che vince su tutte è: “Ci sono in Francia, perché non farle qui?”.
C’è anche la Tour Eiffel, perché non ne facciamo una qui? E anche Euro Disney. Cazzo, è a pochi chilometri. Se dovesse esplodere Euro Disney i pop corn potrebbero arrivare fino a qui, allora perché non ne apriamo uno a Como?

Ma comunque, visto che alle mail non rispondo: il disastro ambientale è una cosa, la morte per tumori vari un’altra. Sono certo che ci saranno debunker con la volontà di illustrare che non è vero niente, ma accanto alle centrali le percentuali di tumori aumentano. Quindi anche solo qualche chilometro fa la differenza. E siccome le centrali nucleari producono a ciclo continuo persino quando tutte le playstation francesi sono spente e l’energia pulita non serve, di notte la Francia ce la vende ai saldi. Una figata: noi compriamo l’energia a poco e loro si beccano la leucemia. Non riesco a immaginare scenari migliori.

Sugli ipotetici disastri ambientali non mi esprimo. Dai, ormai lo sappiamo tutti, non sono possibili. Sì, sono successi, ma erano centrali vecchie, ma erano errori umani, ma erano costruite male, ma erano stati falsati i dati, ma erano russi, ma erano giapponesi.
I paesi europei civili hanno fatto degli screening sulle loro centrali. Come quando scopri che una che ti sei scopato nel 99 è morta di aids e corri a farti le analisi, perché eri troppo cattolico per metterti un preservativo mentre praticavi del sesso anale. In Inghilterra ce ne sono stati tre solo nei primi due mesi dell’anno. Da una parte c’era il principe Carlo che annaffiava l’orto biologico e dall’altra delle perdite radiottive, per compensare.
A noi serve il nucleare perché la Francia lo deve vendere a qualcuno. Disposti a comprare questa merda sono rimasti gli italiani e un paio di popoli di bantù con le sveglie al collo, ma questi ultimi non hanno abbastanza soldi.

Vabbé.

E’ morto Bin Laden. Ci sono voluti dieci anni, ma è il prezzo da pagare quando non aggiorni le mappe del Tom Tom.

I cospirazionisti pensano che non sia vero, eppure gli americani hanno fatto il possibile per smentirli. Gli sono entrati in casa, gli hanno sparato in testa, lo hanno avvolto in un sudario e gettato in fondo al mare, il tutto in meno tempo di quello che occorre per finire una quest a Red Dead Redemption.
A darne la notizia è stato Obama, con queste parole: “Vi ricordate il Nobel per la Pace? Bé adesso sentite questa…”.

Pro-Mario

1 December 2010 | 3 Commenti | Postato in Cose mie, Cronaca vera/nera

Torno adesso da un dovuto diritto di replica a Monicelli da parte di noi pro-vita. Abbiamo passato la mattinata saltando da terra fino al quinto piano dell’ospedale San Giovanni.

Detto questo: Ciao Mario, è stato bello aver vissuto per un po’ di tempo nello stesso mondo.

Una volta ero omosessuale e di sinistra…

21 July 2010 | 6 Commenti | Postato in Cronaca vera/nera, Uomini & Donne

…ora sono sposato con Lisa e voto Buttiglione.

In meno di un decennio la vita di Luca è cambiata radicalmente. Negli anni Novanta, Di Tolve era ricco, di sinistra, la sera si divertiva, andava alle feste di Versace, era ospite a bordo dello yacht di Puff Daddy, viveva nel centro di Milano e girava con l’autista. Oggi vive in Brianza, è di destra, prega molto e ha fondato la onlus Lot “per spronare i ragazzi dubbiosi a essere maschi fino in fondo”.

Cazzo, quelli di Libero hanno fatto vacillare la mia eterosessualità.