Cheese

sorridi

Segui uno stile di vita corretto: non frequentare negri che con i nostri 35 euro al giorno vanno in giro con la canottiera in bella vista, donne che fumano le sigarette e gente che non si pettina da dodici anni. Vai al mare e sorridi quando fai le foto!

Negli occhi hanno gli aeroplani

Le donne italiane a cinquant’anni devono darsi un contegno: capelli grigi e vestiti castigati, che se no fanno ridere. Se sono in carne non devono indossare gli shorts, che c’è da vergognarsi. Se commettono l’errore di condividere filmati libertini, ne segue una gogna mediatica che le spinge al suicidio. E dopo il suicidio, si meritano anche gli insulti post mortem. D’altra parte, come dice un bravo cristiano, il suicidio è inconcepibile, soprattutto se a suicidarsi è una vacca. Se le stuprano, se l’erano andata a cercare per come si erano vestite. Le donne devono figliare, il loro privato è politico e lo si discute con una bella campagna del Ministero della Salute. Devi procreare, la tua fertilità è un bene comune, smettila di studiare e lavorare e fai dei figli.

E poi voglio dire una cosa sulle donne musulmane che vanno in spiaggia con il burkini: non si possono guardare, se lo devono levare, perché qui siamo in Italia e la donna può fare il cazzo che le pare!

Ai despoti non piace la gente rilassata

I pareri dei ministri della Salute e della Famiglia e della torma di proibizionisti che poche ore fa hanno illustrato le ragioni del loro no alla legalizzazione della cannabis avrebbero motivo di essere ascoltati SOLO in uno stato nel quale alcol e tabacco non sono legali.

Fingendo per un secondo che fumarsi una canna faccia male, oltre che far divertire, se volete proibirla significa una sola cosa: volete vietare il divertimento. Perché i veleni già ce li vendete, con tanto di monopolio. Insieme al gioco d’azzardo.

Dovrei chiudere con un hastag per rendere l’affermazione più figa ma non mi viene in mente niente.

Marchetta

dr pira fumetti della gleba

Agli inizi del millennio passavo abbastanza tempo a casa di Bruzzi (e se non sapete chi era Bruzzi.com vi siete persi un pezzo di Internet). Prima che mettesse in piedi una web agency e si finisse tutti nel tritacarne degli eventi, trascorrevo nel suo appartamento intere giornate divise tra lavoro, cazzeggio, 4 salti in padella e visioni di film assurdi o telefilm vintage tipo T.J. Hooker. Quasi sempre vittime dei fumi dell’oblio. Bei tempi.

Tra le varie occupazioni, c’era quella di leggere avidamente la decina di copie cartacee dei Fumetti della Gleba del Dr. Pira quotidianamente sparse sul tavolo della cucina abitabile. E ridevo molto. Perché il Dr. Pira era un genio. L’ho anche incrociato qualche volta su ICQ e in un’occasione dal vivo.

Una vita dopo, alcuni mesi fa, sono stato in una piccola libreria di Bologna per assistere alla sua presentazione del mieraviglioso e pregiatissimo volume Gatto Mondadory e i Puffi dell’Aldilà. E il Dr. Pira è ancora lo stesso fottuto genio di quindici anni fa.

Negli anni ho smembrato la mia collezione di millemila fumetti e libri da nerd. Regalati, venduti, persino buttati. Ho deciso di tenere un’unica mensola con alcuni albi e volumi che hanno un significato concreto per me, come un introvabile Uomo Ragno Color De-Luxe del 1982, primo regalo della mia metà, o dei fighissimi libri pop-up di Guerre Stellari che mi regalò il suddetto Bruzzi di ritorno da un viaggio a Londra.

In questa selezione spicca adesso anche Gatto Mondadory e i Puffi dell’Aldilà, con una mirabolante dedica del Pira che unisce Capitan Giustizia e leggiadria in un bel disegno fatto al momento quella sera a Bologna. Presto, e qui arriviamo alla marchetta, sarà affiancato dall’Almanacco dei Fumetti della Gleba. Un librone che raccoglie TUTTI i fumetti della gleba realizzati e che sarà distribuito con la formula prima o mai ancora per un paio di settimane. A quel prezzo DOVETE comprarlo oppure voi Tex Willer ve lo meritate.

Il 15 luglio scadrà il countdown e non verrà ristampato mai più. Io ve l’ho detto. Poi quando i vostri amici si accoppiano con le fotomodelle perché le conducono a casa loro a guardare l’Almanacco, non venite a piangere.

Non è che si può scherzare su tutto

Non amo le battute sull’aspetto fisico di qualcuno, sono facili e gratuite. Oggi ne sto leggendo molte su quel ciccione di Adinolfi. Spostano l’attenzione da quello che in realtà è: un intollerante. Intollerante verso gli omosessuali, voglio dire, i cibi credo possa mangiarli tutti.

E non mi piacciono le battute di spirito sulla morte di qualcuno. Ne ho lette parecchie su Buonanno ieri. Ne volevo fare una anch’io, ma ho lasciato perdere. Quelle belle le aveva già usate tutte lui per ricchioni, zingari, islamici e profughi annegati.