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Il primo maggio

6 May 2007 | 2 Commenti | Postato in Cinema & TV, Cose mie

Oggi farò un post classico di quelli da blog classico, tipo ho fatto questo ho fatto quello. E vi parlerò del mio primo maggio. Volevo parlarvene prima ma ho questionato sulla faccenda del comico che ha offeso la chiesa. Avrei evitato, ma il Papa mi ha telefonato e non ho potuto farne a meno.

Il primo maggio l’ho passato con la mia fidanzata, con alcuni giovani iscritti alla chat sms di The Club, con delle madri che tenevano in braccio figli di un anno che urlavano per la noia e per le coliche, gente che l’ultima volta che si è lavata pioveva, mangiatori di aglio, uno che si è asciugato il sudore delle ascelle con le mani per due ore e venti minuti, tenendo la t-shirt mezza alzata e spalmandoselo sul petto. No, non ero al Carrefour. Ero al cinema.

Sono andato a vedere Spiderman 3. Io con Spiderman ci sono cresciuto e i suoi film mi piacciono a priori. Se mi fanno vedere due ore di Spiderman che volteggia per me è ok. Me ne fotto della trama. Viva Spiderman. Ma questa volta sono rimasto scioccato. Non saprei dire se il film mi è piaciuto, perché ho passato tutto il tempo sperando che finisse in fretta. Quando una madre non si alzava con un bambino di due anni in braccio, piangente, un coglione riceveva un sms in polifonia. Se devi scambiarti idiozie al telefono per due ore il tuo posto non è il cinema. E’ il lettino dello psicanalista. Stessa cosa se devi fare una foto allo schermo del cinema. Vorrei darti una notizia: qualcuno le ha già fatte, meglio di te e le trovi su Google Images.

Intanto, Spiderman procedeva. Il film inizia a pompare dopo la prima mezz’ora, cioé quando hanno svegliato Sam Raimi per dirgli che avevano già iniziato a girare da un pezzo. Siccome l’idea di un solo nemico era risultata vincente, in questo hanno deciso di metterne tre. Attenzione allo spoiler: tre coglioni. Venom, il nemico più terribile dell’Uomo Ragno negli ultimi anni, è caratterizzato davvero bene: sembra il gatto Felix dopo una ventina di zuccherini imbevuti nell’acido lisergico. L’Uomo Sabbia è fatto benissimo, a differenza del suo background. Ruba, uccide, distrugge mezza Manhattan e sbatte la testa dell’Uomo Ragno su una trave di ferro per quattromila volte. La ragione è semplice: gli servono dieci fantastiliardi per curare la figlia zoppa e vuole che si sappia che è una brava persona. In effetti Peter Parker lo perdona, soprattutto dopo che quest’ultimo gli confessa che ha ucciso suo zio, ma per un nobile motivo. Quale motivo? Mmh… bho?

In ogni caso potrei sbagliarmi. Ho smesso di concentrarmi sul film quando il tizio seduto al mio fianco ha iniziato a respirare come Darth Vader. Finale comunque memorabile. Il momento più intenso è stato quando mi sono alzato per andarmene. Ho fatto anch’io una foto: al cinema. Me la tengo per quando mi capiterà di dover scegliere tra tornarci o farmi inculare da un mastino napoletano.

Per fortuna a Tavazzano, vicino a Lodi, suonavano i Lou Dalfin. Musiche occitane, però suonate come se i Sex Pistols fossero nati in Occitania. Favoloso. Inoltre le danze occitane sono divertenti e travolgenti. Se nessuno ti obbliga a ballarle. Metto i Lou Dalfin tra i miei dieci gruppi preferiti. Insieme a Toy Dolls, Damned e altri sette che non me li ricordo. Se vi capita di averli a tiro, non perdetevi il loro concerto. Mi ringrazierete. Io dopo mezz’ora che li ascolto vorrei essere un occitano. E vi lascio con una frase del corsaro Joan Peirol: “Se non lotti per quello che ami, finisci per amare quello che hai”.

E questo è tutto.

Come dite, non ho parlato male del Papa? Non lo faccio più, da quando ho scoperto che è un lettore del mio blog.

W l’Ecologia

10 April 2007 | 2 Commenti | Postato in Cose mie

Io sono, per quanto mi è possibile da cittadino del 2007 con pochi soldi in saccoccia, un ecologista e un animalista piuttosto convinto. Cerco di non sprecare, di riutilizzare, di riparare anziché comprare… Per farla breve, forse aiutato dal fatto che quando esco di casa la mia vista si perde tra le campagne, ho una grande stima per la natura e ritengo che vada rispettata quanto più possibile.

Però, lo giuro, io se mi pulisco il culo ancora una volta con la carta igienica amica delle foreste in carta (vetra) riciclata prendo un aereo e vado a contribuire personalmente al disboscamento dell’Amazzonia. O mi netto tra le chiappe con un panda vivo.

Parcheggi

21 March 2007 | 1 Commento | Postato in Cose mie

Oggi sono andato all’IperCoop per comprare delle cose. Vado lì perché la coop sei tu, quindi magari ci si becca qualche volta, anche se non è ancora mai successo. Comunque niente, ho scoperto che la gente nei parcheggi sotterranei delle IperCoop (ma probabilmente anche delle IperBennet e delle IperEsselunghe) non guarda mai le frecce direzionali, ma neanche i cartelli del senso unico. Se ne fregano. Tu giri bello bello con la tua macchina seguendo la freccia per terra e pa-pam!, c’è lì uno che arriva dall’altra parte, che se ne frega della freccia per terra. Anche gli stop e le precedenze. Zero.

Poi vanno tutti a manetta oppure lentissimi. Se non ti fanno volare via la parrucca ti fanno crescere la barba. E certi si fermano all’improvviso a un incrocio per guardare se c’è posto nella corsia senza girarci dentro. Guardano e tu stai lì dietro a respirare le loro emissioni. A volte però lo faccio anch’io. Solo che io non mi fermo: rallento. La so lunga. Rallento, guardo con attenzione e appena vedo un posto libero… zac!: mi ci fiondo. Poi arrivo lì ed è una smart merdosa che sembrava che invece c’era posto.

Insomma, per comprare due cose all’IperCoop che poi non le ho neanche trovate, mi sono rovinato la giornata.

Ikea

2 February 2007 | No Comments | Postato in Cose mie

L’Ikea mi ha indubbiamente salvato la vita parecchie volte. Quelli sempre a corto di denaro come me, grazie all’Ikea non solo si arredano la casa, ma si prendono anche lo sfizio di cambiare qualcosa ogni tanto. Però…

Perché alll’Ikea mettono i pistolini di legno (quelli per attaccare i pezzi, per intenderci) sempre contati? Ma cazzo, mettetene uno o due in più, no? Anzi, mettetene una manciata, che costeranno un centesimo… Un giorno mentre montavo un mobile in garage (il nome non me lo ricordo, qualcosa tipo “Drtekjffj”) mi è finito un pistolino in un buco nel pavimento e ho dovuto togliere le piastrelle e scavare per ritrovarlo, se no non finivo di montare il mobile.

Una cosa che mi fa impazzire dell’Ikea sono i nomi dei mobili. Sture, Stokke, Furksi, Oatrik… Tra l’altro pochi sanno che in realtà sono tutte parolacce norvegesi. Li mischiano con dei nomi normali, tipo Billy, per non farti sgamare la cosa.
L’ho scoperto anni fa durante un interrail, entrando in un’Ikea di Oslo. Là i mobili avevano nomi tipo “Figa”, “Sborra”, “Vomito”… Quelli dell’Ikea sono dei gran burloni.

Invece la cosa che più odio in assoluto è il sacchetto giallo, quello che puoi prendere subito all’inizio, insieme al foglietto per segnarti i mobili e una manciata di matite. Insomma, non potete non aver capito: mi riferisco a quello che non serve assolutamente a un cazzo. E’ largo un metro e alto un centimetro. Cade tutto a terra, te lo sbatti continuamente sulle palle, devi tenerlo in modi improbabili. E’ una tortura.

Poi c’è il carrello per il settore cose medie e il carrellone per il settore cose grosse. Riesci a comprare tre stronzate e a uscire con due carrelli e un borsone con la roba che ti cade per terra.

Il carrellone per le cose grosse, poi, lo hanno veramente studiato bene. Se prendi qualcosa di lungo, per esempio due o tre Billy, tra te e le maniglie per afferrarlo e spingerlo ci sono almeno due metri. Lo devi tenere inclinandoti a novanta gradi.

Alla cassa c’è la pubblicità per farti comprare il suddetto borsone.
Un cartello ammiccante recita: “Ti piace il borsone giallo? Compralo blu!”
Ma siete fumati? Se mi piace giallo perché cazzo dovrei comprarlo blu?

Blockbuster

2 February 2007 | No Comments | Postato in Cinema & TV, Cose mie

Al Blockbuster I film mi conviene comprarli, perché spesso me li dimentico e non c’è uno sconto per i cazzoni come me. Ma non dico le versioni normali: la spesa mi converrebbe anche comprando il cofanetto extra special director’s cut final edition di ognuno. Per via dei miei mirabolanti ritardi, potrei pagare un film 100 € come ridere… Senza contare il fatto che pago anche quando li porto in tempo, ne sono certo.
Blockbuster è una roulette russa. Quando affitti un film e gli passi la tessera ti senti come quando dai patente e libretto ai caramba.
Non sai mai se quella pistoletta che legge il bar-code ti lascerà passare incolume.
“Ha un ritardo…”, ti dice il tipo con un sorrisetto.
“Ma io non me lo ricordo…”
” E invece c’è: due euro e cinquanta.”
“Mah, vabbé…”
Il bello del Blockbuster è che non puoi dimostrargli il contrario. Non ti lasciano una ricevuta quando gli riporti il film. Lo infili in quella grande buca delle lettere e vaffanculo, da lì in poi devi sperare di non stargli sui coglioni.
Io, ovviamente, gli sto sui coglioni. C’è un ritardo. C’è un ritardo. C’è un ritardo.
Ma un giorno la prova la faccio: entro, affitto un film, esco e lo imbuco subito. Poi torno dopo tre mesi, porgo la tessera e aspetto di sentire “C’è un ritardo”.

Inoltre un sacco di volte i DVD sono danneggiati alla fine del film. Vi è mai capitato? Mica all’inizio o dopo un quarto di film… Alla fine! Alla fine, cazzo! Qualche tempo fa mi è successo per tre volte di fila. Un’ora e quanranta di film per poi non sapere come va a finire. Sì, ok, il giorno dopo te lo sostituiscono, ma fino al giorno dopo io che cazzo faccio? Passo la notte insonne per la rabbia, ecco che faccio.

Comunque la tessera l’ho disdetta. Non posso concepire un posto così grande pieno di film e senza nemmeno un porno. Almeno i classici.