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Sono come tu mi vuoi

3 febbraio 2010 | 3 Commenti | Postato in Cose mie

Perché puntare a un target quando puoi puntare anche al suo contrario? Con questo uovo di Colombo, ecco Formigoni che dice agli ecologisti “Bisogna andare in bicicletta, sempre!”

E poi agli automobilisti inquinanti: “Bé, le macchine sono sempre state la mia passione”:

Alcuni spoiler sulle prossime puntate: Formigoni si fa un hamburger vegano di seitan inneggiando alla salute. Formigoni scuoia con le proprie mani un maiale durante la preparazione dei salami di Varzi. Formigoni accoglie dei nigeriani a casa sua e gli offre cibo e vestiti. Formigoni accompagna personalmente a calci in culo dei nigeriani all’aeroporto per rispedirli in mezzo ai negher dell’Africa. Formigoni celebra un matrimonio gay. Formigoni si presenta al gay-pride armato di spranga. Eccetera.

Vorrei (parte terza)

4 dicembre 2009 | 8 Commenti | Postato in Cose mie

Ragazzuoli e ragazzuole che infilate i volantini con le offerte dell’IperMinchia nella cassetta delle lettere, vorrei dirvi che non ci faccio la collezione, non li scambio con gli amici e quindi me ne basta uno, se proprio dovete. Una pigna di dieci non mi serve a un benemerito. E anche: se sta diluviando e li infilate un centimetro dentro e trentacinque centimetri fuori, quando vado a guardare la cassetta non trovo i vostri volantini, ma una specie di salsiccia per cani fatta di cartapesta.

Egregi quel che siete che progettate i bancomat, sono certo che c’è un motivo per il quale il ripiano d’appoggio è inclinato, ma allora scrivetelo su un cartello, così quando vado a prelevare e non so dove cazzo appoggiare il portafogli e il portacarte e il giornale perché scivola tutto per terra, me lo leggo e invece di offendere le vostre mamme prendo atto e vi giustifico.

Caro ex tossico che mi chiedi la firma contro la droga quando mi incontri per strada, vorrei chiederti ufficialmente: come cazzo fanno delle firme a debellare la droga? Non vivendo – per mia sfortuna – in Olanda, queste firme come debelleranno la piaga di polveri e sigarette truccate? Portate i fogli firmati direttamente allo spacciatore e lo convincete a cambiare mestiere forti della statistica? O, addirittura, le firme stesse combattono la droga in quanto tale e la dissolvono nell’aria?

E caro individuo che vuoi vendermi la spilletta contro l’aiz: no, grazie. Non funzionano. Un mio amico ne aveva una ma gli è venuto lo stesso l’aiz.

Cari programmatori software, quando a due secondi dal save as mi si chiude tutto e appare una finestrella che recita “L’applicazione si è chiusa inaspettatamente, vuoi dirci cosa stavi facendo?” Vorrei dirvi: “Ma che cazzo volete che stessi facendo, stavo usando il vostro programma di merda”.

Gentile direttore dell’Ipermercato, vorrei farti sapere che quest’estate ho comprato un chilo di albicocche e ce n’erano due mature. E non è la prima volta che succede. La settimana precedente ho trovato una pesca matura. La vogliamo finire? Siete distratti? Il mio stomaco si è disabituato alla frutta matura da anni. Se volessi della frutta matura comprerei le ciliegie da 9,50 € al chilo (le ciliegie sono così fottutamente care che quelle raggrinzite, marce, mezze masticate dagli uccelli e con dentro il verme invece di buttarle le mettono in vaschette da € 2,50).

Vorrei poi dire ai signori della Sanpellegrino che scrivere “Dissetante!” sulla scatola del Diger Selz è un po’ come scrivere “Elimina il tartaro!” sulla scatola delle sigarette.

Baci a Milano [intro]

10 agosto 2009 | 2 Commenti | Postato in Cose mie, Posti

Sembra ieri che ho traslocato, invece è oggi. Anzi, una decina di giorni fa, ma ero troppo preso a entusiasmarmi e non avevo voglia di scrivere. Lascio la pianura per la montagna e ora, quando mi affaccio dal balcone, vedo tutta una distesa di rocce e alberi e campi di cereali e comunismo. E’ l’appennino tosco emiliano, zona Emilia Romagna (la regione degli anolini, dei ditalini, del culatello… Potevo vivere altrove?). Alla mia destra, Bologna; alla mia sinistra, Firenze.

Lascio a centinaia di chilometri sopra di me molti amici meravigliosi, ma anche discariche, termovalorizzatori, centrali ad olio di palma, afa, smog, zanzare, qualche stronzo e svariate case delle libertà.

La cosa più complicata per ora è stata gestire le tessere Coop. Qui c’è la Coop Reno, che non accetta la tessera della Coop Lombardia, così mi sono fatto anche la tessera Coop Reno, che però non va bene alla Coop Adriatica di Bologna, che comunque accetta la Coop Lombardia. I soliti comunisti.

Vita da webmaster [reprise]

8 luglio 2009 | 5 Commenti | Postato in Cose mie, L'internet

Non andavo al bar del mio paesello da sei anni, circa. L’altra sera sono andato a prendere un dvd che mi aveva lasciato giù un amico. il tempo di sedermi al tavolino, arriva una tizia, mi gira attorno e mi fa: “Senti, tu che sei un genio del computer…”. Cazzo, non è ancora passata di moda questa abitudine, nel 2009? Le dico: “Senti un po’, ma se veniva al bar Rocco Siffredi ti facevi inculare?”

Rogito ergo sum

20 novembre 2008 | 2 Commenti | Postato in Cose mie

Ennesimo trasloco nella mia vita. Il quinto. Dopo alcuni anni passati in mezzo ai boschi ho venduto la casa per spostarmi in altri lidi. Vendere la casa è stata un’esperienza quasi più traumatica del trasloco. La gente viene a guardare dove vivi e a fare domande, misura la tua esistenza con i mobili che hai in sala o i quadri appesi alle pareti. C’è chi viene per fare l’affare e ti offre una miseria. C’è l’amico dei vicini curiosi che viene a fingere di valutare l’acquisto ma in realtà vuole chiederti che lavoro fai, perché sei sempre in casa, come mai ci sono le luci accese a tarda notte. Una volta che si è accertato che non produciamo snuff movies né raffiniamo cocaina, ci offre una cifra tipo mille euro e se ne va. Ci sono quelli che devono venire a vedere la casa alle sette di sera ma poi arrivano alle nove. E quelli che vengono a vedere le case perché non hanno un cazzo da fare.

Il trasloco è mortale. Fatta la premessa che odio lavorare pagato, spostare mobili gratuitamente è davvero faticoso. Tra l’altro sono tutti molto più grandi delle porte dalle quali devono passare e molto più lunghi della curva della scala sulla quale devono transitare. Se sono piccoli e passano tranquillamente dalla porta, pesano tre quintali. Se pesano tre quintali, la loro destinazione è sempre a qualche rampa di scale da dove ti trovi. Se sono mobili che avevi comprato all’Ikea, se li smonti per poi rimontarli otterrai delle cose flaccide e tremolanti. Smonti un Billy, lo rimonti e appena ci appoggi sopra un libro si piega in diagonale. Se è con le ante, apri le ante e ti finisce addosso con tutto quel che sta dentro.

Mi sono fatto scatoloni di tutto. All’inizio per ogni scatolone vergavo a pennarello il contenuto. In modo dettagliatissimo. Libri di filosofia dalla A alla F del primo scaffale della seconda libreria… Durante il lavoro mi si sono iniziate a seccare le gonadi e ho riassunto con note tipo Libri d’arte. Poi Libri. Poi Lib. Poi non ho più scritto un cazzo mantenendo l’ordine di contenuto e infine ho buttato a casaccio negli scatoloni quello che mi capitava in mano: libri e mutande e una tazza ancora sporca di caffé che stava sulla scrivania e un calzino e un pacchetto di sigarette vuoto.

Buoni propositi: generare più immondizia durante la vita. Quando traslochi inizi a dire: questo? lo butto. E questo? lo butto. Un sacco di roba da buttare, che avevo lì e non usavo da un secolo. Ok riciclare, ok riparare, ma se una cosa è da buttare non ci sono cazzi: va buttata.

Abbiamo dato via alcuni mobili dei quali volevamo liberarci, mettendo degli annunci. Non su Ebay, perché ti mangia di commissioni. Una volta ho venduto a metà prezzo un fumetto da tre euro e alla fine tutta l’operazione mi è costata cinque euro. Oltre allo sbattimento di andare in posta. E alla discussione con il tizio che voleva una sconto e una spedizione meno cara e darmi un feedback negativo.

Quindi abbiamo messo l’annuncio su un sito di annunci. Appena è apparso sono iniziate le telefonate. Ne avrei ricevute di migliori incidendo il mio numero di cellulare nella porta del cesso di un autogrill. Telefonava ogni tipo di persona. Inclusi quelli normali, va detto per correttezza. Ma ti trovavi in discussioni di mezz’ore con gente che voleva passare a ritirare il mobile alle due di notte o pagarlo una miseria facendo l’offerta come se fossi andato a piangere al banco dei pegni. Ti fanno un favore e ti danno anche degli ordini. Ho letto che vuoi 300 euro. Ti do 50 euro e me lo porti fino al casello autostradale. Io arrivo a ritirarlo alle otto di sera, fatti trovare con una Pepsi stappata. Se gli dici no si offendono pure.

Comunque, tutto è bene quel che finisce bene. Sono seduto alla solita scrivania di fronte al solito Mac. Attorno a me, scatoloni da svuotare e mobili da riempire. Purtroppo gli scatoloni con le cose che servono subito sono sotto a quelli con le cose che non servono subito, che stanno sotto a quelli con le cose che prima o poi serviranno, che stanno sotto a quelli con le cose che non serviranno mai.

Il lato positivo del trasloco: ho ritrovato un vibratore che era finito dietro un armadio.