Odio

Sono intollerante? Non lo so.
Odio parecchie cose? Sì, a quanto pare le cose che non riesco a digerire sono molte.
Eppure non mi sento intollerante. Credo semplicemente che la vita dovrebbe essere quanto più rilassata (e rilassante) possibile, e per questo molto spesso mi trovo ad odiare i dettagli stonati, come del resto già sapete.
A chi mi dice: “Odi proprio tutto e tutti, eh?” rispondo che non è vero. In realtà non odio tutto e tutti.

Ma:

Odio i bar nei quali devi “entrare a scegliere”. Lavorando fuori casa mi capita spesso di andare a mangiare un panino o un’insalata al bar. Cammino per mezz’ora in corso Buenos Aires a Milano, sotto a un sole munito di spranga, arrivo finalmente in un bar, mi siedo a un tavolino all’aperto, stremato e affamato e assetato… e mentre i miei muscoli iniziano a rilassarsi arriva il cameriere e mi dice: “Dovete mangiare? Allora entrate a scegliere nella vetrinetta…”
Ma portami un menu, cazzo.

Odio quelli che mi mettono male il gelato sul cono. O tutto da una parte, o appena appena appoggiato sopra, così alla prima leccata mi cade a terra.

Odio i gruppi di tre persone che camminano sui marciapiedi leeentaaaameeenteee e stanno una di fianco all’altra. Gli sto dietro strisciando i piedi e lanciando maledizioni mentali e poi rischio di essere travolto da dieci macchine quando scendo dal marciapiede per sorpassarle.

Odio quando spengono i semafori alla notte. Di solito accade mentre sono fermo al rosso. Un rosso lunghissimo. Resto per cinque minuti fermo come un coglione in una Milano deserta, e quando finalmente dovrebbe diventare verde diventa giallo lampeggiante. Tre o quattro automobili, allora, appaiono dal nulla e mi attraversano la strada da destra e devo restare fermo di nuovo, per dar loro la precedenza.

Odio il postino che suona a uno per tutti – IO – alle otto del mattino, per farsi aprire la porta del palazzo. E poi nemmeno ne ha, di posta per me. Bé, ma cazzo, ma allora suona a uno a cui devi recapitare la posta, almeno!

Odio quelli che mi dicono frasi tipo “Eh, però tu avresti dovuto fare in un altro modo” quando mi trovo nella merda. Come se potessi tornare indietro e fare in un altro modo.

Odio i locali nei quali si mangia con la musica di sottofondo a palla. Se volessi mangiare con Vasco Rossi che mi canta nelle orecchie in dolby sorround andrei ad un suo concerto allo stadio S. Siro e mi comprerei due pizzette al chiosco.

Odio la pioggia né tanta né poca. Quella pioggerellina sottile e discreta, che ti bagna il parabrezza un po’ sì e un po’ no. Troppo poco per passare i tergicristalli (che scorrono sul vetro a fatica emettendo quel simpatico suono che fa: SKREAAAK. Per me è come se mi stessero passando una lametta sul glande), troppa per non passarli (e quindi te lo devi proprio ascoltare, questo SKREAAAK).

Odio i film che finiscono con “continua…” (Ritorno al futuro 2, Matrix 2…). Il film si chiude con questa parola e io resto a fissare lo schermo del cinema completamente spaesato. E poi incazzato. Ma porca puttana! Ma è un film, mica Beautiful. Deve finire! E adesso che faccio? Aspetto un altro anno? Due anni? Ma se dovessi morire? Voglio dire, spero di no, ma la vita è imprevedibile. Non posso mica esalare senza sapere come andrà a finire. Un film che non finisce mi scombussola la vita al punto che devo persino tenere a bada la morte.

Odio quelli che mi danno un appuntamento a casa mia (idraulico, elettricista, imbianchino…) per le 9, poi alle 10 telefonano per dire che sono in ritardo, che arriveranno alle 11, orario nel quale mi telefonano per dirmi che si sono persi, se posso cortesemente indicar loro la strada al telefono.
Li odio. Sono sveglio e vestito e pulito dalle 9 del mattino. Devo cagare e non ho ancora cagato per paura che arrivassero proprio mentre ero seduto sul water… e loro mi fanno restare con il sogno del cesso per ore.

Odio gli spot pubblicitari nei bancomat. Vado a prelevare del denaro, e prima di darmelo ecco che ci sono i consigli bancari per gli acquisti. Prima di prendere il tuo denaro, leggi questa nostra bella offertina su un mutuo da 350.000 euro per la tua prima casa.

Odio quelli che hanno la macchina figa e allora stanno in terza corsia, sulle autostrade, per principio. Eh, se ho il BMW da ottantamila euro che fa 300 all’ora devo stare in terza corsia, checcazzo. Sì, vabbé, beato te che ce l’hai, ma se vai a 80 all’ora mettiti in quella cazzo di seconda (o prima) corsia.

Odio i locali dove ti danno un solo menu quando ci vai accoppiato. Devi stare a guardare il soffitto mentre l’altra/o legge, poi tocca a te leggere mentre lei/lui guarda il soffitto. Ma dammi due menu, no?

Odio la maggior parte delle fessure dei distributori automatici di sigarette. Devo fare le contorsioni e slogarmi il polso, per afferrare quel maledetto pacchetto.

Odio (odio odio odio!) i dossi artificiali di plastica dura del cazzo, quelli per far rallentare le macchine nei centri abitati. Condivido lo scopo, ma odio quei dannati dossi artificiali. La velocità con la quale passare NON ESISTE. E’ tutto inutile. Gli passi sopra e SBAM! (ruote anteriori), SBADABAM! (ruote posteriori)

Odio quelli/e che calzano le scarpe da giannistica come fossero ciabatte, piegate sul tallone. Non li riesco a concepire, mi danno un fastidio quasi fisico.

Odio quelli con il motorino che, al semaforo, si fermano davanti a te, in macchina, al centro della corsia. Ma mettetevi a destra, cazzo. FATELO. Almeno fino a quando la legge non consentirà di spiaccicarvi al suolo.

Odio il meteo tra un tempo e l’altro di un film. Ormai lo mettono ovunque, ma che razza di fissa gli è presa a questi? Che dannata abitudine del cazzo è? Lo mettono ovunque. Il meteo di qua, il meteo di là, e adesso il meteo, ma vediamo subito il meteo… MA MOLLATEMI CON QUESTO CAZZO DI METEO. E, soprattutto, NON METTETELO TRA UN TEMPO E UN ALTRO DI UN FILM!
Sto guardando un film, me lo sto gustando… cosa cazzo vi fa pensare che di punto in bianco possa fottermene qualcosa delle previsioni del tempo?