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Perché farli ubriacare…

28 May 2008 | 1 Commento | Postato in Va tutto bene

quando possiamo farli morire di cancro?

Ridete, comunisti!

14 March 2008 | 5 Commenti | Postato in Va tutto bene

Ha ragione Altero Matteoli: la sinistra non riesce più a sorridere. E fa bene a non farlo. Non dovrebbe farlo nemmeno la destra. Non dovrebbe farlo nessuno, di fronte a persone che devono pulirsi il culo con la cartigienica a un velo perché non possono permettersi di spendere dieci sacchi per un pacco di Scottonelle.

Sarà anche una battuta scherzosa. Anzi, lo è di certo. A me ha fatto ridere. Ma non è la battuta a lasciare allibiti, quanto il contesto. Non so se ha suscitato ilarità in quelle coppie che non possono avere figli perché senza lavoro, senza soldi, senza un contratto che gli consenta di avere dieci metri quadrati di appartamento in affitto. O, peggio, senza una Playstation 3.

La battuta (con incluso un mai inopportuno tocco di maschilismo) rende evidente l’ovvio, se ancora ce n’era bisogno: questa gente è così lontana dai problemi di chi vive in Italia da scherzare su uno dei drammi più terribili della nazione. Non sono cattivi, né cinici. Semplicemente, non gliene frega un cazzo. Parlo al plurale perché sarebbe troppo semplice puntare il dito su uno soltanto, per via dell’ennesima battuta a sproposito.

Ma non importa: a differenza di questa classe politica un po’ troppo seriosa, i precari riescono a sorridere davvero. Oltre ad essere intelligenti. E se siete ragazze precarie con un bel sorriso, potete fare richiesta di mantenimento e scrivere direttamente a lui. Così la smettete di mandarmi mail pornografiche, tra l’altro.

Your Name Here

29 January 2008 | No Comments | Postato in Va tutto bene, Varie ed eventuali

yournamehere.jpg

[ l'immagine è stata realizzata dal mai troppo osannato saGo ]

Finalmente è tornato!

27 January 2008 | 8 Commenti | Postato in Va tutto bene

Venti milioni di persone sottopagate, lavori precari, una classe politica che ci fa deridere da tutti i paesi su questo mondo e su altri mondi, il ribaltamento delle regole, gente interdetta dai pubblici uffici che siede in parlamento, rifiuti per le strade, politici che si sputano in faccia, si urlano frocio e si menano, la scuola che sforna coglioni istruiti da coglioni, la ricerca sbattuta alle ortiche, la polizia senza benzina mentre la casta viaggia in aereo a spese dello stato, magistrati fottuti da destra e da sinistra quando cercano di arrestare qualche delinquente, un governo che cade perché… perché… perché cazzo è caduto il governo? Ah, sì, Mastella. Si è offeso. Un governo che cade perché Mastella si è offeso…eccetera, eccetera, eccetera.

Poi finalmente arriva Berlusconi con la soluzione. Votatelo, e “Il primo provvedimento sarà per limitare le intercettazioni telefoniche”. Ma questo lo avete già fatto, Silvio. L’Italia è così povera che se qualcuno volesse intercettarci dovrebbe prima pagare le bollette scadute per farci riattivare il telefono.

Importare, acquistare, detenere!

12 January 2008 | 4 Commenti | Postato in Cronaca vera/nera, Va tutto bene

Secondo la Cassazione, coltivare una pianta di marijuana è un reato. Oltre che una discreta spesa in lampade per indoor e corrente elettrica. Per i supremi giudici della IV sezione penale è da perseguire penalmente la coltivazione, sul balcone di casa, anche di una sola piantina di marijuana, indipendentemente dalle sue caratteristiche droganti.

La cassazione interpreta la legge Fini-Giovanardi e sostiene che “il referendum ha reso penalmente lecita solo la detenzione, l’importazione e l’acquisto di sostanze stupefacenti ad uso personale. Non la coltivazione (…)”.

Ovvero: se un ventenne si compra due semi e se li pianta sul suo balcone, fa fiorire le piante, se le mette a seccare in camera accanto al poster di Jay e Silent Bob e poi si fa l’annata tranquillo con un po’ di fumo dell’oblio, deve essere punito, perseguito penalmente.

Se invece il ventenne va al parco della città a comprare dell’hashish “importato”, da un tossicomane che ha tre palline di plastica in bocca con la cocaina e dieci pasticche di ecstasy infilate nel culo e gli passa il deca con due mani lerce e incrostate di sangue e piscio e malattie che si credevano sparite dall’800, può farlo. Cazzo, sì. E’ così che vorrei sorprendere mio figlio se dovesse farsi le canne: mentre compra un deca di fumo da un tossico anni 80 con due spadini sporchi di sangue nel taschino e che gli dice: “Vuoi anche un tiro di bamba? Vuoi anche una pastiglietta?”. Il tutto in mezzo al fottuto nulla, un parco buio in qualche perfiferia di città con una fauna di tossicomani, spaccini, malavitosi organizzati e non, ubriachi che si menano, papponi e travestiti con i copertoni infuocati lungo un viale nebbioso.

Gli direi: “Che spavento mi sono preso! Per un attimo ho pensato che fossi in camera tua da solo a coltivare una piantina nascosta nell’armadio!”. E ce ne andremmo via felici. Un travone ci sorriderà, saliremo in macchina e saluteremo gli spazzini che spostano un barbone assiderato per alzare un cassonetto. In lontananza un paio di spari, le urla di un matto, qualche sirena della polizia. E questa bella sensazione di essere a norma.

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p.s.: se per farsi una canna se la devono comprare nel fantasmagorico mercato della droga anziché usare il proprio balcone, poi non stupitevi se l’uso di coca tra i ggiovani cresce del 62%.