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Baci a Milano [intro]

10 August 2009 | 2 Commenti | Postato in Cose mie, Posti

Sembra ieri che ho traslocato, invece è oggi. Anzi, una decina di giorni fa, ma ero troppo preso a entusiasmarmi e non avevo voglia di scrivere. Lascio la pianura per la montagna e ora, quando mi affaccio dal balcone, vedo tutta una distesa di rocce e alberi e campi di cereali e comunismo. E’ l’appennino tosco emiliano, zona Emilia Romagna (la regione degli anolini, dei ditalini, del culatello… Potevo vivere altrove?). Alla mia destra, Bologna; alla mia sinistra, Firenze.

Lascio a centinaia di chilometri sopra di me molti amici meravigliosi, ma anche discariche, termovalorizzatori, centrali ad olio di palma, afa, smog, zanzare, qualche stronzo e svariate case delle libertà.

La cosa più complicata per ora è stata gestire le tessere Coop. Qui c’è la Coop Reno, che non accetta la tessera della Coop Lombardia, così mi sono fatto anche la tessera Coop Reno, che però non va bene alla Coop Adriatica di Bologna, che comunque accetta la Coop Lombardia. I soliti comunisti.

Vita da webmaster [reprise]

8 July 2009 | 5 Commenti | Postato in Cose mie, L'internet

Non andavo al bar del mio paesello da sei anni, circa. L’altra sera sono andato a prendere un dvd che mi aveva lasciato giù un amico. il tempo di sedermi al tavolino, arriva una tizia, mi gira attorno e mi fa: “Senti, tu che sei un genio del computer…”. Cazzo, non è ancora passata di moda questa abitudine, nel 2009? Le dico: “Senti un po’, ma se veniva al bar Rocco Siffredi ti facevi inculare?”

Rogito ergo sum

20 November 2008 | 2 Commenti | Postato in Cose mie

Ennesimo trasloco nella mia vita. Il quinto. Dopo alcuni anni passati in mezzo ai boschi ho venduto la casa per spostarmi in altri lidi. Vendere la casa è stata un’esperienza quasi più traumatica del trasloco. La gente viene a guardare dove vivi e a fare domande, misura la tua esistenza con i mobili che hai in sala o i quadri appesi alle pareti. C’è chi viene per fare l’affare e ti offre una miseria. C’è l’amico dei vicini curiosi che viene a fingere di valutare l’acquisto ma in realtà vuole chiederti che lavoro fai, perché sei sempre in casa, come mai ci sono le luci accese a tarda notte. Una volta che si è accertato che non produciamo snuff movies né raffiniamo cocaina, ci offre una cifra tipo mille euro e se ne va. Ci sono quelli che devono venire a vedere la casa alle sette di sera ma poi arrivano alle nove. E quelli che vengono a vedere le case perché non hanno un cazzo da fare.

Il trasloco è mortale. Fatta la premessa che odio lavorare pagato, spostare mobili gratuitamente è davvero faticoso. Tra l’altro sono tutti molto più grandi delle porte dalle quali devono passare e molto più lunghi della curva della scala sulla quale devono transitare. Se sono piccoli e passano tranquillamente dalla porta, pesano tre quintali. Se pesano tre quintali, la loro destinazione è sempre a qualche rampa di scale da dove ti trovi. Se sono mobili che avevi comprato all’Ikea, se li smonti per poi rimontarli otterrai delle cose flaccide e tremolanti. Smonti un Billy, lo rimonti e appena ci appoggi sopra un libro si piega in diagonale. Se è con le ante, apri le ante e ti finisce addosso con tutto quel che sta dentro.

Mi sono fatto scatoloni di tutto. All’inizio per ogni scatolone vergavo a pennarello il contenuto. In modo dettagliatissimo. Libri di filosofia dalla A alla F del primo scaffale della seconda libreria… Durante il lavoro mi si sono iniziate a seccare le gonadi e ho riassunto con note tipo Libri d’arte. Poi Libri. Poi Lib. Poi non ho più scritto un cazzo mantenendo l’ordine di contenuto e infine ho buttato a casaccio negli scatoloni quello che mi capitava in mano: libri e mutande e una tazza ancora sporca di caffé che stava sulla scrivania e un calzino e un pacchetto di sigarette vuoto.

Buoni propositi: generare più immondizia durante la vita. Quando traslochi inizi a dire: questo? lo butto. E questo? lo butto. Un sacco di roba da buttare, che avevo lì e non usavo da un secolo. Ok riciclare, ok riparare, ma se una cosa è da buttare non ci sono cazzi: va buttata.

Abbiamo dato via alcuni mobili dei quali volevamo liberarci, mettendo degli annunci. Non su Ebay, perché ti mangia di commissioni. Una volta ho venduto a metà prezzo un fumetto da tre euro e alla fine tutta l’operazione mi è costata cinque euro. Oltre allo sbattimento di andare in posta. E alla discussione con il tizio che voleva una sconto e una spedizione meno cara e darmi un feedback negativo.

Quindi abbiamo messo l’annuncio su un sito di annunci. Appena è apparso sono iniziate le telefonate. Ne avrei ricevute di migliori incidendo il mio numero di cellulare nella porta del cesso di un autogrill. Telefonava ogni tipo di persona. Inclusi quelli normali, va detto per correttezza. Ma ti trovavi in discussioni di mezz’ore con gente che voleva passare a ritirare il mobile alle due di notte o pagarlo una miseria facendo l’offerta come se fossi andato a piangere al banco dei pegni. Ti fanno un favore e ti danno anche degli ordini. Ho letto che vuoi 300 euro. Ti do 50 euro e me lo porti fino al casello autostradale. Io arrivo a ritirarlo alle otto di sera, fatti trovare con una Pepsi stappata. Se gli dici no si offendono pure.

Comunque, tutto è bene quel che finisce bene. Sono seduto alla solita scrivania di fronte al solito Mac. Attorno a me, scatoloni da svuotare e mobili da riempire. Purtroppo gli scatoloni con le cose che servono subito sono sotto a quelli con le cose che non servono subito, che stanno sotto a quelli con le cose che prima o poi serviranno, che stanno sotto a quelli con le cose che non serviranno mai.

Il lato positivo del trasloco: ho ritrovato un vibratore che era finito dietro un armadio.

Comunicazione di servizio

20 November 2008 | 1 Commento | Postato in Cose mie, L'internet

Una rapida apparizione per dirvi che non sono iscritto a Facebook, che ci sono alcuni miei omonimi (che non conosco, ma che stimo a priori e saluto) i quali sono appunto omonimi. Quindi non mi mandate inviti. Siamo amici lo stesso, non vi preoccupate. E se mi servirà un deca ve lo verrò a chiedere in prestito anche se non siamo in contatto su Facebook.

Energia pulita? Sì, grazie

9 November 2008 | 2 Commenti | Postato in Cose mie, Va tutto bene

Buone notizie. L’Ucraina annuncia la fine dei lavori di stabilizzazione del sarcofago costruito attorno al reattore della centrale di energia pulita a Chernobyl. Molti di voi non erano ancora nati quando avvenne il fattaccio. Il reattore 4 andò a puttane rilasciando enrgia pulita a tutto spiano. Ventidue anni dopo, il reattore emana ancora energia pulita e un bambino al giorno muore di cancro. Nulla che debba distrarvi dalla vostra insalata radioattiva.

Le cose sono ormai cambiate e da tempo sono state debellate le cause del disastro, ovvero gli “errori umani” e gli “errori latenti”. Oggi non se ne fanno più. Soprattutto in Italia. Gli errori latenti, per chi non fosse del giro, sono quegli errori commessi quando ancora si progetta, che si scoprono all’improvviso magari coadiuvati da un errore umano. Li commettono manager e progettisti e legislatori mentre sniffano cocaina insieme a un paio di transessuali. Per fortuna, trovarne da noi è praticamente impossibile. Bravi quindi i vecchi che sono a favore. I giovani comunisti, come al solito, sono contrari e passano il tempo a manifestare contro la Gelmini sperando di limonare la tipa figa della 4ª E.

Nel frattempo, a Chernobyl, con la stabilizzazione, si è ottenuta una riduzione del rischio per i prossimi 15 anni e nel 2012 si costruirà un nuovo sargofago di cemento per impedire al reattore di subissare tutti con l’energia pulita. Se siete tra quelli che si spaventano per banalità come gli incendi di sottomarini a energia pulita, comunque, da adesso potete smettere di dormire, perché di Chernobyl, solo in Russia, ce n’è almeno un’altra decina.

Ecco quindi che vi consiglio un bel libro da leggere, da sfogliare, o da usare per nasconderci Casalinghe Arrapate: Chernobyl -The Hidden Legacy.

Per quelli che poi mi scrivono per dire che sono diventato un vecchio che non crede al futuro, sono contrario a qualunque cosa per la quale il rischio è defecare il mio stomaco. E non mi fido di un’energia pulita che produce scorie talmente pulite che il modo migliore per smaltirle è affidarle alla mafia. Infine, non mi fa paura il nucleare, ma gli uomini ai quali lo si affida.